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Gli inizi 1984 - 1990 - Portici 3
Scritto da Scout Nautici Portici 3   


La storia del nostro gruppo assomiglia a quella di un romanzo in cui le tante attività, (più o meno grandi e importanti) rappresentano i capitoli di quel libro che stiamo ancora scrivendo. E come ogni buon romanzo che si rispetti l’inizio è sempre avvolto un po’ nel mistero e nella leggenda.

La storia vuole che nell’anno sociale 1984 - 1985, il gruppo era composto da 4 unità:


La Comunità Capi del gruppo è formata da circa 15 elementi in prevalenza giovani e fortemente motivati al servizio. Su tutti si mette in luce sin da subito come riferimento per tutti per esperienza e disponibilità umana, il nostro attuale Capo Gruppo, già storico capo reparto nautico nel Portici 1°

Già agli albori, il nostro Capo Gruppo è da sempre la vera grande anima del Portici 3. Chi lo ha conosciuto, anche solo superficialmente, non può negare che si tratta di una persona con capacità molto al sopra della media, è dotato di una umanità e generosità senza pari. Al di là dei suoi meriti e dei suoi limiti umani ed anche al di là di tutto ciò che si è detto, si dice e si dirà di lui rimane l’indiscutibile verità che il suo apporto alla vita di questo gruppo è stato ed è determinante: se il gruppo ha “resistito” oltre 25 anni alle tante bufere, ai tanti “assalti” e anche insulti dei nostri (purtroppo numerosi) detrattori e continua ad essere punto di riferimento esemplare per tanti bambini, giovani e adulti,  lo dobbiamo fondamentalmente a lui, che come capi educatori e come amici ringraziamo di cuore.

Del resto il bene e l’ingegno sono sempre sospetti, soprattutto in questi tempi dove dominano valori come la mediocrità, il disimpegno,  l’egoismo e l’interesse personale...

Perché, in poche parole questo è il “progetto” politico del Portici 3 da sempre fin dall’inizio: fare del bene, rispondendo ad una chiamata cristiana di servizio, in un’ottica di continuo miglioramento personale e comunitario e soprattutto con uno stile e un atteggiamento di reale condivisione umana con il territorio; il tutto condito da una profonda spiritualità cristiana. Parole queste che nella pratica, significano disponibilità seria, vissuta e continuativa per gli altri nel servizio dove non esiste differenza tra il vissuto associativo e vissuto personale.

Questa storia di impegno è, come detto, molto lunga: per sola comodità cronologica la divideremo in 5 quinquenni, evidenziando i momenti salienti e le attività più importanti: ci scusiamo se avrà l’aspetto di un elenco (cercheremo di evitarlo) ma lo sforzo di sintesi ci porta ad essere essenziali ma nelle nostre intenzioni (speriamo) efficaci. A tal proposito, chiariamo che evidenzieremo fondamentalmente i principali momenti “storici” del gruppo, cioè quelli che hanno rappresentato qualcosa di molto importante; va da sé però che la vita di un gruppo è fatta da innumerevoli uscite, pernottamenti, campi, cerimonie, attività di vario genere (e svolte dalle tre branche e anche dalla sola Comunità Capi) che rappresentano l’ordinario, (termine riferito non certo in senso limitativo), cioè quel percorso obbligato, per chi come noi, vuol tentare di vivere in senso reale uno scoutismo vero e sano.

 L'ultima considerazione vuol essere un atto di ringraziamento: prima di tutto al Signore Nostro Dio che ci ha sempre assistito, anche nei momenti più duri e difficili, poi a tutti coloro che a vario titolo si sono impegnati direttamente come educatori nel nostro gruppo sottraendo tanto tempo gratuitamente alle loro vite per il servizio al prossimo, inoltre a quanti (parroci, amici, genitori, capi di altri gruppi ecc.) ci hanno dato fiducia, rispetto e assistenza materiale ma anche solo morale, infine ai “nostri” ragazzi di sempre (nostri perché li sentiamo vicini e non perché che ci appartengono), anche a coloro che per poco tempo hanno varcato il nostro portone, giocando con noi il gioco più bello di tutti: la vita. In verità la nostra storia è fatta da tanti, ma soprattutto da loro, a quelli a cui è rimasta una traccia…  A TUTTI UN GRAZIE IMMENSO!!!

scout nautici

  • 20/10/1984:  Atto di Fondazione del gruppo AGESCI Scout Portici 3 "Salvatore Salvatori".  Alla presenza del parroco di San Ciro (don Antonio Illibato) e di tante persone, si svolge una bella cerimonia in sede che segna l’inizio della vita del gruppo; da segnalare due particolarità legate al foulard di gruppo:
    1) La scelta dei colori e il loro abbinamento sono legati ad un concorso interno indetto a settembre 1984 tra i nuovi futuri iscritti: vince la proposta di un lupetto, Nando Sigona 
    2) i primi 100 foulard riportano una targetta interna che attesta la fondazione del gruppo
  • Ottobre 1984 - dicembre 1984: il gruppo muove i primi passi nel lavoro di unità, in continuità con la positiva tradizione nel Portici 1 ma con le sue nuove peculiarità; grosso impegno della Comunità Capi nel definire le linee portanti del Progetto Educativo di Gruppo: punto qualificante è l’attenzione al Territorio.
  • Gennaio 1985: in continuità con il lavoro nelle unità, la Co.Ca. definisce le linee portanti  del primo PEG, racchiuse in tre punti:
    A) Inserimento attivo e attenzione al territorio
    B) Rapporto con gli organismi politici e civili della città (parrocchia, scuole, comune)
    C) La Coeducazione come scelta educativa portante.
  • Primavera 1985: in relazione al punto A) del PEG, Comunità Capi e Clan/Fuoco realizzano la prima inchiesta sul quartiere San Ciro. A Maggio, dopo alcuni mesi di lavoro per la sua stesura, la Branca R/S  firma la prima Carta di Clan/Fuoco.
  • Estate 1985: oltre ai campi estivi di unità, segnaliamo le prime Partenze nella banca: R/S.

  • Settembre 1985: è l’inizio della grande avventura chiamata Pattuglia; si tratta di un Servizio di animazione di quartiere rivolto ai bambini in età di scuola primaria svolto dal Clan/Fuoco e coordinato dalla Co.Ca.; in pratica si compone di tre incontri settimanali pomeridiani in cui accanto allo studio inteso come recupero scolastico mirato (e non doposcuola) si propone un attivo programma di giochi e attività di animazione a tema: il tutto con grande attenzione alle problematiche sociali e familiari dei bambini del quartiere. Un Progetto che è durato con brevi interruzioni per oltre 20 anni e che ha rappresentato una importante apertura verso il quartiere per il gruppo, nonché un qualificato ambito di servizio extrassociativo per la branca R/S; un’esperienza straordinaria e innovativa, che prese spunto da analoghe esperienze dei primi anni ’80 nel mondo del volontariato cattolico e che si è arricchita nel tempo di sviluppi sempre importanti. Per la cronaca il termine Pattuglia è in realtà semplificativo del primo più esteso termine Pattuglia Educazione Non Emarginante e prima ridotto in Pattuglia Non Emarginazione e poi solo Pattuglia
  • 1985 - 1986: l’anno sociale è sostanzialmente rappresentato da tre situazioni:
       - la stabilizzazione degli staff e il consolidarsi delle tradizioni
       - l’attenzione della branca E/G  alle attività del Dipartimento Basso Tirreno
       - l'organizzazione metodologica in branca R/S della Progressione Personale
  • Primavera 1986: dallo sviluppo della scarna Progressione Personale Nazionale, lo staff di branca R/S elabora un originale verifica del cammino degli R/S: la Progressione Personale per Moduli.
  • Settembre 1986: l’impegno della branca E/G nel Dipartimento del Basso Tirreno si concretizza nella organizzazione e direzione del corso di vela tenuto nella Base Nautica di Rovigliano
  • Anno 1987: è un anno di consolidamento delle attività del gruppo, specialmente quelle di Pattuglia
  • Maggio 1988:  viene firmata la seconda Carta di Clan, dopo alcuni mesi di preparazione
  • scout nauticiSettembre 1988: inizia un nuovo anno scout all’insegna della preparazione di un grande evento previsto per il 1989: gli Alisei (insieme di singoli campi E/G nazionali detti "Aliseo" dislocati in molte aree del territorio iniziale): il  nostro Capo Gruppo, nominato Capo dell’Aliseo 89 a Caste San Vincenzo (IS) espone il progetto che impegnerà la Co.Ca. per un anno.

     

  • Novembre 1989: lancio (con animazione in costume) dell’Aliseo 89 presso il Convento Francescano attiguo a  Castel San Vincenzo. Presenti i capi squadriglia dei reparti partecipanti e relativi Staff

  • Luglio 1989: organizzazione a cura del gruppo dell’Aliseo 89 per oltre 700 scout partecipanti. Un campo memorabile in cui si è potuto apprezzare il nostro alto tasso di competenza tecnico–organizzativa . Esperienza formativa e di grossa crescita per tutto il gruppo.
  • Anno 1990: è un anno di consolidamento delle attività delle unità del gruppo; in estate campo di gruppo comune alle tre branche.